studio massofisioterapico, ried. posturale e Osteopatia 

di Walter Urbani e Ramona Rebecca

postura uguale benessere

TERAPIE EFFETTUATE :

- POSTUROLOGIA

- MASSOTERAPIA

- TERAPIA MANUALE

- TECARTERAPIA

- OSTOPATIA

- RIEDUCAZIONE MOTORIA

- LINFODRENAGGIO

- KINESIO TAPE

POSTUROLOGIA


POSTURA

La postura rappresenta l’atteggiamento che il nostro corpo assume nello spazio in relazione al nostro rapporto con l’ambiente esterno. Essa rappresenta un mezzo di comunicazione tra il nostro mondo interiore e quello che ci circonda. Ne consegue che la postura risente anche del nostro atteggiamento psicologico nei confronti degli altri e, comunque dell'ambiente che ci circonda.

POSTUROLOGIA INTEGRATA

La Posturologia è una scienza medica nata in Francia che s’interessa dello studio della postura ed ha come fine l’individuazione delle cause degli squilibri posturali responsabili di numerosi disturbi che interessano, soprattutto, ma non esclusivamente, l’apparato muscoloscheletrico come le scoliosi, le algie della colonna vertebrale, la cefalea, i disturbi dell’equilibrio, etc.. La postura che noi abbiamo assunto nel corso della nostra vita è il risultato dell’elaborazione di una serie di informazioni che provengono al cervello dall’ambiente interno del nostro organismo (dai muscoli, dalle articolazioni, dall’apparato masticatorio, dalla muscolatura della pianta del piede che provvede all’appoggio, dalla quella che provvede ai movimenti dell’occhio, alla fonazione ed alla deglutizione etc.) e dall’ambente esterno mediante la vista, i recettori dell’orecchio finalizzati al mantenimento dell’equilibrio (sistema vestibolare) ed alla percezione del suono, la pelle finalizzata alla percezione del tatto etc..

Al mantenimento di una determinata postura contribuiscono anche gli aspetti costituzionali e fattori psicologici determinati dalle nostre relazioni personali. Ecco, quindi, che l'inquadramento clinico del paziente affetto da deficit posturale necessità di un approccio olistico che consenta d'individuare quali sono le cause delle alterazioni posturali a qualsiasi livello esse si realizzino al fine di correggerle con un intervento clinico integrato, quindi realizzato con il lavoro di diversi specialisti.

ALTERAZIONI POSTURALI

La posturologia clinica integrata è una disciplina olistica che indaga sulle cause dello squilibrio posturale valutando tutti gli aspetti che possono contribuire alla determinazione dello stesso: squilibri dell’occlusione, masticazione, fonazione e deglutizione, del sistema vestibolare (orecchio), di quello visivo (in relazione non solo alla capacità visiva ma anche, e soprattutto, alla corretta coordinazione dei movimenti oculari e dei sistemi di accomodazione), dell’appoggio plantare, alterazioni indotte dalla presenza di cicatrici, di denti focali (granulomi, denti devitalizzati, etc), da squilibri viscerali (ad esempio: squilibrio della flora batterica dell'intestino definita: disbiosi più o meno associata a intolleranze alimentari) da cause psicologiche etc.

L’IMPORTANZA DI UNA CORRETTA POSTURA

Oltre ad essere causa di tensioni e dolori articolari e muscolari, una postura alterata ha importanti conseguenze sul corpo: essa comporta, infatti, un costante dispendio energetico in grado d’influenzare il nostro intero organismo ed in particolare il sistema neuroendocrino in relazione alla realizzazione di uno stato di stress cronico in grado di aumentare la produzione di cortisolo. Tale ormone, se prodotto in eccesso, produce una diminuzione delle difese immunitarie, un aumento della ritenzione idrica ed un alterato metabolismo degli zuccheri. Sul piano clinico il paziente lamenta astenia (debolezza), già presente al mattino con la fastidiosa sensazione di non aver dormito in maniera soddisfacente, edemi alle mani ed agli arti inferiori, tendenza ad avere infezioni recidivanti. Gli squilibri posturali, inoltre, sono responsabili della comparsa di tensioni muscolari che provocano trazioni sulle articolazioni. La conseguenza di ciò è la comparsa di cefalee, dolori muscolari, cervicalgie, lombalgie e lombosciatalgie legate spesso alla conseguente formazione di alterazione dei dischi intervertebrali ed alla formazione di ernie discali.

Con il tempo i muscoli contratti vanno incontro ad una trasformazione fibrosa e le articolazioni sottoposte a carichi eccessivi e squilibrati vanno incontro a fenomeni artrosici progressivamente aggravati dall’uso dei farmaci antinfiammatori. Le alterazioni posturali sono cause di deformazioni scoliotiche della colonna vertebrale, di squilibri del bacino e dell’appoggio dei piedi. Quest’ultimo fattore, alterando la funzione della muscolatura degli arti inferiori, provoca la formazione di varici degli arti inferiori o ne aggrava l’evoluzione contribuendo nelle donne alla lipodistrofia localizzata (cellulite). L’alterata coordinazione dei sistemi recettoriali provoca sensazioni d’instabilità, vertigini e vari disturbi dell’equilibrio più o meno associati a cefalee ed emicranie, etc. La correzione degli squilibri posturali è fondamentale negli sportivi sia per migliorare la performance e quindi, i risultati, sia perché le forti sollecitazioni sul sistema muscolo scheletrico amplificano i danni indotti dagli squilibri posturali.

VALUTAZIONI POSTURALI

La postura viene studiata attraverso un esame clinico ed, eventualmente, strumentale che si avvale di apparecchiature, il podoscopio, lo scoliosometro..

CORREZIONI POSTURALI

Per quanto riguarda le correzioni posturali , ci avvaliamo del metodo Raggi che utilizza Pancafit® come strumento di lavoro .

CICATRICI REATTIVE

Per cicatrice patologica o tossica si intende una cicatrice che perturba l’organismo e induce disturbi clinici e posturali . Essa può essere considerata un vero e proprio corto circuito nervoso, in grado di disturbare i grandi sistemi di trasmissione delle informazioni nell’organismo ( Paul Nogier, 1981).

Le cicatrici patologiche, di frequente osservazione nella pratica clinica, possono squilibrare l’organismo a vari livelli: • posturale, per l’azione sui recettori cutanei e l’effetto perturbante sul sistema tonico posturale; • muscolo-fasciale, per la fibrosi e quindi l’ipoestensibilità localizzata del tessuto; • linfatico, per l’ostacolo sul deflusso linfatico locale; • endocrino-metabolico, per l’anomala secrezione di adrenalina e l’ipersimpaticotonia che può provocare; • psicologico, in quanto la cicatrice può essere legata ad un trauma emotivo o ad un vissuto doloroso.

A livello posturale, una cicatrice retratta, ipertrofica, cheloide è in grado di stirare i recettori cutanei e provocare afferenze proprio ed esterocettive alterate: il sistema tonico posturale viene così disturbato da queste afferenze. La risposta muscolare anomala ha lo scopo di detendere la cute e gli esterocettori stirati . Tale risposta anomala è in grado di provocare una dismetria funzionale, ed nel corso del tempo e soprattutto in determinate fasce di età, una curva scoliotica.Una facile conferma di tale ipotesi diagnostica si può avere neutralizzando la cicatrice patologica.In questo modo facilmente si ottiene la pressochè totale scomparsa della dismetria e della curvatura scoliotica adattativa, sia radiologicamente che clinicamente. Una cicatrice patologica può provocare un’interferenza a livello delle catene muscolo-fasciali: a causa della fibrosi della cicatrice, la catena muscolo-connettivale presenta zone di minore elasticità. Tale disturbo localizzato si ripercuote sempre a livello globale sull’equilibrio delle catene cinetiche in toto. Una cicatrice patologica può alterare il deflusso linfatico locale.

L’IMPORTANZA DI UNA CORRETTA POSTURA

A livello endocrino-metabolico, una cicatrice può causare uno squilibrio responsabile di disturbi a distanza, apparentemente non collegati con essa. Sfiorando una cicatrice "tossica" con del cotone si provoca una reazione arteriosa rilevabile al polso (Ipo V.A.S., caduta del polso radiale), causato da una secrezione di adrenalina (Nogier, 1981; Bricot, 1996). Questo fenomeno può diventare cronico in virtù del cosiddetto "effetto vestito": lo sfioramento dei vestiti sulla cicatrice durante i movimenti innesca una "pompa" anomala per l’adrenalina. Ciò permette di capire, almeno alcuni molti disturbi considerati apparentemente inaspettati o considerati una fatalità, come ad esempio l’obesità: l’adrenalina dà una piccola ipoglicemia permanente, con conseguente tendenza ad assumere carboidrati. Altre patologie osservate sono: • Distonie neurovegetative • Ipertensione o ipotensione arteriosa • Spasmofilia • Dermalgie riflesse • Blocchi vertebrali • Cefalee • Emicranie • Fatica cronica .

Al di là di questa ricca fisiopatologia, è necessario tener presente che ad una cicatrice dei tessuti può corrispondere una "cicatrice psicologica":

uno stato di disagio interiore irrisolto e di tensione emotiva legata all’evento che ha provocato la cicatrice (intervento chirurgico, trauma, incidente). La cicatrice può essere intesa come una forma di memoria dei tessuti rispetto ad un trauma emotivo e ad un evento doloroso. L’esagerata reazione al contatto, il cui significato va ben oltre il semplice stimolo nocicettivo indotto dallo sfioramento della cicatrice, è patognomonico di questo aspetto psico-emotivo. Si tratta di vere e proprie cicatrici intoccabili; a volte il paziente non la vuole neanche vedere perché avverte fastidio.

TRATTAMENTO CICATRICE REATTIVA

Una volta individuata e diagnosticata come patologica, la cicatrice deve essere sempre trattata, indipendentemente dall’età di insorgenza, fino a quando non viene neutralizzata. Gli esami clinici posturali permettono di valutare con chiarezza l’interferenza provocata dalla cicatrice, sulla base di tale valutazione viene stabilita la terapia più adeguata (manuale tramite trattamento con creme idonee ,terapia fisica con tecar®, infiltrativa da medico dermatologo) per desensibilizzare e neutralizzare la cicatrice patologica .

LA MASSOTERAPIA

La massoterapia è costituita da un serie di massaggi che stimolano i tessuti superficiali e profondi della pelle migliorando la circolazione, favorendo il relax del sistema nervoso e muscolare. Come testimoniano antichi scritti di medicina cinesi, egiziani e indiani, la massoterapia, quale mezzo preventivo e terapeutico, affonda le sue radici in epoche lontane.

Il massaggio può essere terapeutico , come ad esempio il massaggio connettivale profondo, è utilizzato nei programmi di riabilitazione post traumatica per stimolare i muscoli dopo una lunga immobilità.

Tra i più noti troviamo il linfodrenaggio che, stimolando la circolazione linfatica e la microcircolazione dei vasi sanguigni periferici, favorisce l'eliminazione dei liquidi in eccesso che causano gli edemi e la cellulite negli arti inferiori. La medicina dello sport utilizza tale tecnica prima e dopo la competizione per sciogliere ed alleviare le masse muscolari.

LA TERAPIA MANUALE

La terapia manuale, come branca della medicina moderna, è nata nella prima metà dello scorso secolo in Inghilterra con James Mennell per svilupparsi poi attraverso figure come Cyriax, Kaltenborn, Grieve, Bienfait, Maitland, McKenzie e Mulligan, solo per citarne alcuni.

Nel corso della sua evoluzione è arrivata a imporsi come modello scientifico internazionale, rappresentando un’area specialistica della fisioterapia indirizzata alla gestione delle problematiche neuro-muscoloscheletriche, basata su ricerca ed evidenze scientifiche, priva di elementi non giustificati o non ragionevoli, e arricchita tramite un aggiornamento costante.

L’approccio di questa disciplina non si riduce a un semplice catalogo di tecniche, ma tende a enfatizzare soprattutto la capacità di lettura (o inquadramento) delle problematiche dei soggetti che si affidano al fisioterapista, cercando di sistematizzare il processo di raccolta anamnestica ed esame funzionale attraverso lo sviluppo del ragionamento clinico, per impostare un profilo prognostico di salute in cui, stabilite le indicazioni ed escluse le controindicazioni alla presa in carico del paziente, siano definiti gli obiettivi, le modalità e i tempi di un progetto terapeutico adeguato e condiviso.

LA TECARTERAPIA

Introdotta in Italia da alcuni anni, è l’ultimo frutto della ricerca in

fisioterapia. Riduce il dolore e abbrevia i tempi di recupero riabilitativo. Tecnica del

tutto innovativa, stimola energia dall’interno dei tessuti, attivando naturali processi

riparativi e antinfiammatori attraverso uno strumento d’alta tecnologia. L’idea di trasferire

energia ai tessuti lesi a scopi terapeutici è comune a molte terapie fisioterapiche che

si fondano sull’irradiazione di energia. Tuttavia, ciò che le differenzia dalla Tecarterapia

è la modalità di trasferimento energetico: irradiazione di energia dall’esterno nelle prime

e utilizzo di energia endogena nella seconda, che si realizza attraverso il richiamo nell’area

di trattamento di cariche elettriche presenti sotto forma di ioni nei tessuti. Questo

meccanismo crea una forte stimolazione a livello cellulare, riattiva la circolazione, incrementa

la temperatura interna e innesca precocemente i meccanismi fisiologici.

IL MECCANISMO DI FUNZIONAMENTO

La Tecarterapia funziona nell’ambito delle radiofrequenze a onde lunghe a 0,5 MHz,

inferiore quindi alle frequenze usate in diatermia ad onde corte (27,1 MHz) e superiore

alle frequenze che determinano contrazioni muscolari.

Ma, la sua peculiarità nell’ambito degli apparecchi per fisioterapia consiste nel generare

energia all’interno dei tessuti con un elettrodo capacitivo o con uno resistivo.

Il professor Carlo Tranquilli, medico della Squadra Nazionale Under 21, nonché medico

dello sport dell’Istituto di Scienza dello Sport del CONI di Roma, così descrive il

meccanismo di funzionamento e d’azione: “Si tratta di un generatore che emette un

segnale di radiofrequenza di 0,5 MHz ad una potenza variabile con un massimo di 300

W. La frequenza è notevolmente inferiore a quella utilizzata dalla diatermia ad onde

corte (27 MHz), in ipertermia (454 MHz) e in radarterapia (2,5 GHz).

Non venendo

prodotta alcuna radiazione diretta è necessaria un’applicazione per contatto con il

corpo. Tale sistema, grazie al principio di funzionamento che utilizza il tessuto biologico

da trattare come parte di un condensatore, consente di interessare omogeneamente

sia gli strati più esterni che quelli più profondi del tessuto biologico. Un obiettivo perseguito

con scarso successo dalle tecniche tradizionali in quanto con i sistemi radianti

già nei primi micron di tessuto biologico avviene una dispersione dell’80/50 per cento

dell’energia erogata. Per questa ragione, allo scopo di ottenere risultati apprezzabili in

profondità (come nelle lesioni muscolari e nelle patologie osteoarticolari), si è costretti

a utilizzare energie e frequenze elevatissime con grosse limitazioni nell’applicazione

legate alla forte azione termica prodotta dal segnale. Il trasferimento energetico capacitivo

e resistivo funziona con due modalità: quella capacitiva e quella resistiva, con elettrodi

differenti: protetti quelli capacitivi e quindi isolati, non protetti e quindi non isolati

quelli resistivi. Gli effetti sul tessuto biologico sono differenti. L’attrazione e la concentrazione

delle cariche in prossimità dell’elettrodo capacitivo si sviluppa solo nella

sede di applicazione e consente specificità di intervento sulle aree per le quali esiste indicazione

terapeutica e facilità il controllo dell’area di trattamento. Questo permette di

escludere zone prossimali all’area di applicazione dell’elettrodo per le quali possono esistere

controindicazioni. Il sistema capacitivo ha azione riparativa soprattutto sulle

masse muscolari. Nella modalità resistiva, dove si fa uso di elettrodi non isolati, la zona

di concentrazione delle cariche elettriche si localizza nel punto più resistivo del tessuto

biologico, vale a dire tendini, articolazioni e tessuto osseo. Risulta così possibile trattare

con grande efficacia anche patologie osteoarticolari di tipo cronico”.

GLI EFFETTI FISIOLOGICI

Gli effetti fisiologici dell’aumento dell’energia endogena sono rappresentati da:

- aumento dell’estensibilità del tessuto collagene per riduzione della viscosità;

- riduzione del dolore con liberazione di endorfine;

- riduzione degli spasmi e contratture muscolari per ridotta attività degli efferenti

secondari;

- più rapida e completa dissociazione dell’ossigeno dall’emoglobina con maggiore

disponibilità che si accompagna a riduzione dell’energia di attivazione di importanti

reazioni chimiche metaboliche;

- vasodilatazione con aumento del flusso ematico locale che contribuisce al rifornimento

di ossigeno e di sostanze nutritizie e all’asportazione di cataboliti;

- velocizzazione del riassorbimento di raccolte emorragiche.

I VANTAGGI

L’eliminazione del dolore è un effetto percepito dal paziente sin dalla prima seduta: essa

facilita e rende più efficaci le successive manovre riabilitative, che vengono attuate su

muscoli e tendini già liberati dalla cosiddetta contrattura antalgica. L’assenza del dolore

permette di spingere in profondità il massaggio, ottenendo risultati più rapidi e allo

stesso tempo più stabili. La Tecarterapia è in grado di trattare con efficacia e in tempi

brevi le patologie che riguardano ginocchio, spalla, anca, caviglia, colonna vertebrale,

mani e muscoli. Ma anche le patologie dolorose infiammatorie osteoarticolari e muscolari

quali artrosi, lombalgie e sciatalgie.

La terapia può essere ripetuta anche più volte nell’arco della stessa giornata, a tutto vantaggio

dei tempi di recupero motorio e di guarigione.

L'OSTEOPATIA

L’Osteopatia comprende una serie di tecniche manipolative molto precise, usate per trattare i processi biomeccanici del corpo, e non solo, in disfunzione che impediscono alle varie parti del corpo di compiere le loro funzioni naturali. Il sistema muscolo-scheletrico forma la struttura che porta la rete del sistema nervoso, circolatorio e linfatico. Fra l’altro supporta fisicamente gli organi interni. La salute del sistema muscolo-scheletrico quindi, ha un effetto diretto sulla salute del resto del corpo.


Secondo la filosofia osteopatica, la mobilità di una struttura governa la qualità della sua funzione. Quindi, lo scopo della pratica professionale osteopatica è quello di ristabilire la mobilità dei differenti sistemi (p.es. sistema linfatico, nervoso circolatorio etc.) del corpo, tale da migliorare la loro interazione e regolazione, e di ripristinare l’integrità strutturale e la continuità dei fluidi.


Gli Osteopati valutano le condizioni di questo sistema “muscolo-scheletrico” cercando le aree di debolezza, squilibrio o eccessiva tensione. Qualunque potenziale punto debole determinerà un malfunzionamento del corpo che a sua volta influenzerà la salute in generale. L’Osteopatia crede nella salute come lo stato naturale delle persone, e la malattia come un fenomeno d’adattamento del corpo ad una situazione critica.

L'Osteopatia è nata grazie all’intuizione del medico americano Andrew Taylor Still (1828-1917), che dà forma a questa nuova disciplina creando una fusione tra metodo scientifico (lo studio approfondito dell'anatomia) e concezione filosofica olistica dell'uomo. Dr. Still affermava che "l'osteopatia è anatomia, ancora anatomia, sempre anatomia". E ancora: "L'anatomia è da considerarsi l'alfa e l'omega, l'inizio e la fine di tutte le forme e delle leggi che danno vita al corpo umano". Perciò, secondo la medicina osteopatica, ogni Osteopata deve conoscere perfettamente l'anatomia per poter proiettare all'interno del corpo la propria azione.


La conoscenza approfondita che l'Osteopatia possiede del corpo umano e della sua biomeccanica, ed i suoi avanzati metodi diagnostici e terapeutici esclusivamente manuali, ne fanno una delle più valide discipline dell'arte di guarire.

• una completa valutazione della postura verticale del paziente, distribuzione del peso, tipologia, tensioni, contratture, spasmi, la qualità dei tessuti, della pelle, etc.

• prove funzionali globali, regionali e locali , test passivi, attivi e specifici test secondo gli obiettivi della valutazione.

• palpazione dei differenti tessuti e ritmi fisiologici per accertare la severità e l'origine dei blocchi osteo-articolari e delle tensioni miofasciali così come l’importanza della restrizione, che genera e che impone all'organismo, localmente e/o a distanza una compensazione.

• l'identificazione delle cause e una sintesi di tutti i risultati ottenuti. L'Osteopata allora valuta e dà la priorità ai sintomi. Prendendo in considerazione la condizione di salute del paziente, l'età e la vitalità, svilupperà un programma Osteopatico specifico di trattamento più adatto per ogni persona.

• un trattamento Osteopatico. Esso segue determinati obiettivi:

- curare la persona secondo i disturbi e le speranze (dolore, limitazioni funzionali, disordini somatici, ecc.)

- trattare le cause di queste disfunzioni.

- ristabilire il movimento ai differenti meccanismi e sistemi dell'organismo, preservare e mantenere l'equilibrio e la salute dei pazienti, a volte a distanza dalla sede dei problemi, liberandoli dai loro vincoli (tensioni, pressioni, blocchi, etc.) che interessano la circolazione generale ai livelli arteriosi, venosi, nervosi e linfatici.

• una spiegazione al paziente di che cosa è stato fatto e perchè, seguiti da consigli riguardo al loro caso particolare. È importante che il paziente diventi autosufficiente e responsabile del suo benessere.


La maggior parte dei pazienti avrà un considerevole miglioramento dopo 3 o 4 appuntamenti, anche se 8 - 10 trattamenti o più sono richiesti nella maggior parte dei casi tipici per risolvere completamente l'origine della disfunzione o del dolore. Ciò, naturalmente, dipende dal tipo di patologia presente, da quanto tempo il disturbo è presente e dalla forza vitale del paziente.


La vitalità, in grado di guarire, è intrinseca nel corpo e varia da persona a persona. Vari sono i fattori che entrano in gioco, incluso se vi sono dei traumi precedenti, altre malattie in atto, costumi alimentari, costituzione genetica, stress emozionali etc.


• consigli per uno stile di vita sano. Questo è un fattore determinante per l'equilibrio del sistema di regolazione naturale dell'organismo. Gli Osteopati sono chiamati per suggerire consigli dietetici generali ed esercizi di integrazione da consigliare adeguatamente ad ogni paziente. Suggerendo cambiamenti nello stile di vita, il professionista permette al paziente di svolgere un ruolo attivo nel realizzare e nel mantenere una migliore condizione di salute.


RIEDUCAZIONE MOTORIA/KINESITERAPIA

La kinesiterapia è una particolare terapia manipolativa usata in fisioterapia che ha come scopo la riabilitazione e la rieducazione funzionale di singoli muscoli o gruppi muscolari o dell’intero organismo.

La Kinesiterapia si esprime in diverse forme: possiamo suddividerla in passiva, attiva-assistita, attiva.

Kinesiterapia passiva: in questo caso il terapista esercita sul paziente, che resterà passivo, tecniche particolari al fine di gestire in modo appropriato il movimento della parte del distretto da trattare.

Kinesiterapia attiva: in questo caso, invece, è lo stesso paziente che agisce in modo attivo sotto la direzione e la supervisione del terapista che gli farà eseguire gli esercizi più idonei.

Durante la seduta di Kinesiterapia attiva sarà possibile usare elastici, palloni, bastoni, tappetini, ecc per facilitare o rendere più difficoltoso il movimento a seconda dello scopo.

E' una terapia indicata nei casi di necessità di recupero muscolare ed articolare e non ci sono controindicazioni.

LINFODRENAGGIO

L'espressione "linfodrenaggio" è ormai diventata di uso comune come abbreviazione per linfodrenaggio terapeutico e fisioterapia dell'edema.


Il sistema dei vasi linfatici rappresenta una via di trasporto supplementare al sistema venoso. Esso inizia a fondo cieco nell'interstizio e termina nel sistema venoso in vicinanza del collo bilateralmente .

Le sue funzioni sono:

1. Sistema di drenaggio per la rimozione del liquido interstiziale eccedente e delle sostanze a trasporto linfatico obbligato, la cui mole non ne permette il riassorbimento attraverso i capillari venosi , p. e. grassi, proteine ad alto peso molecolare, cellule vive e morte, frammenti di cellule, corpi estranei, batteri, prodotti del metabolismo.

2. Sistema di difesa e di filtrazione nei linfonodi.


Fisiopatologia della formazione degli edemi:

1. Patologie del sistema dei vasi linfatici: insufficienza linfatica = diminuita capacità di drenaggio.

Nei linfedemi primari per ipoplasia, aplasia, ectasia dei vasi linfatici oppure per fibrosi primaria dei linfonodi. Si manifesta soprattutto a livello delle gambe.


Nei linfedemi secondari per lesioni dei linfonodi o delle vie linfatiche successive ad interventi chirurgici , radiazioni, traumi, infiammazioni, ustioni, tumori o malattie causate da parassiti.


Linfedema più frequente: linfedema secondario del braccio dopo svuotamento linfonodale ascellare e radioterapia per carcinoma mammario.

2. Sovraccarico del sistema linfatico sano: insufficienza linfatica = eccessiva produzione di liquido, p. e. nei flebo-linfedemi, negli edemi infiammatori e negli edemi reumatici.

Linfodrenaggio terapeutico:

Si tratta di una tecnica di fisioterapia nella quale si effettuano delle prese con ampia superficie d'appoggio. I movimenti sono circolari, con uno spostamento in direzione del cuore, così da favorire la corrente centripeta dei vasi linfatici, e provocare una deformazione dei tessuti lenta e con lieve pressione. Tramite la frequente ripetizione delle prese durante il trattamento si riesce a stimolare l'automatismo muscolare dei vasi linfatici (contrattilità linfovasale) in maniera tale che la possibilità di una contrazione rafforzata persista per delle ore. Con un trattamento protratto per diversi mesi si arriva ad un incremento della capacità di trasporto linfatico ed alla formazione di efficienti vasi collaterali linfatici a livello della cute.


Il trattamento del sistema dei vasi linfatici a zone è di particolare importanza. Esso consiste nel trattare prima la zona di sbocco e dopo la parte a valle, p. e. nel trattamento del braccio: prima i vasi linfatici del collo, poi quelli del braccio, dell'avambraccio e della mano. In ogni zona il trattamento viene eseguito dalla parte distale verso quella prossimale.


In presenza di edema si aggiungono delle prese cosiddette "da edema" che provocano un maggiore assorbimento di liquido da parte dei capillari linfatici e venosi. La pressione applicata varia in base alla consistenza dell'edema. Prima e dopo l'applicazione delle prese da edema si eseguono le prese di linfodrenaggio. Dopo il trattamento bisogna applicare un bendaggio oppure una calza (o guaina) di compressione per evitare il reflusso dell'edema nel tessuto reso morbido dal linfodrenaggio. Con tale calza si dovrebbe eseguire una ginnastica leggera e non troppo faticosa. Mentre non è indispensabile indossare la calza (o guaina) di compressione durante la notte.


Nel massaggio classico, al contrario di quanto avviene nel linfodrenaggio, si eseguono delle deformazioni del tessuto più forti ed iperemizzanti, che possono causare un peggioramento degli edemi.

KINESIO TAPE

IL KINESIO TAPING, METODO ORIGINARIAMENTESVILUPPATO IN GIAPPONE PIU’ DI 25 ANNI FA DAL DR..KENZO KASE (DOTTORE IN CHIROPRATICA), E’ UNATECNICA BASATA SUL PROCESSO DI GUARIGIONE NATURALE DEL PROPRIO CORPO.IL KINESIO TAPING DIMOSTRA LA SUA EFFICACIA ATTRAVERSO L’ATTIVAZIONE DEI SISTEMI NEUROLOGICI E CIRCOLATORI. QUESTO METODO PROVIENE DALLA SCIENZA DEL KINESIO (MOVIMENTO),DA CUI APPUNTO DERIVA AL METODO DI CURA ILTERMINE KINESI .

AI MUSCOLI E’ ATTRIBUITO IL COMPITO DI MUOVERE ILCORPO, DI CONTROLLARE LA CIRCOLAZIONE DEI FLUIDI VENOSI E LINFATICI, LA TEMPERATURACORPOREA E DI PROTEGGERE LE STRUTTUREARTICOLARI.

QUAL E’ LO SCOPO?


1. CORREGGE LA FUNZIONE MUSCOLARE : RIPRISTINALA GIUSTA TENSIONE MUSCOLARE, FACILITA O INIBISCELA CONTRAZIONE MUSCOLARE.

2. FAVORISCE LA CIRCOLAZIONE DEL SANGUE E DEI LIQUIDI LINFATICI, AIUTANDO L’ELIMINAZIONEDELL’ECCESSO, COME IN CASO DI EDEMA (GONFIOREPOST TRAUMATICO) E\O DI EMORRAGIA TRA LA PELLE ED IL MUSCOLO .

3. RIDUCE IL DOLORE NELLA ZONA DI APPLICAZIONE.

4. ASSISTE NELLA CORREZIONE DELL’ ALLINEAMENTO: INFATTI L’ARTICOLAZIONE AGISCE ANCHE DA SOSTEGNO.